I vincitori delle precedenti edizioni


In occasione della prima edizione (2003), il Premio “Indro Montanelli” alla carriera fu assegnato a Ettore Mo, con la seguente motivazione: “con i suoi reportages ha informato i lettori sugli avvenimenti più drammatici del mondo contemporaneo, rivelando gli aspetti meno noti di un’umanità dolente e dimenticata”.
Non fu invece assegnato il Premio “Giovani”, il cui ammontare fu utilizzato per organizzare una serie di incontri tra giornalisti di chiara fama e giovani avviati alla professione giornalistica al fine di discutere temi relativi alla comunicazione e alla scrittura.

La seconda edizione (2005) vide come vincitrice del Premio alla Carriera Miriam Mafai “che attraverso un’intensa attività giornalistica e opere dedicate alla storia e alla cronaca del Novecento, ha illustrato vicende sociali e politiche emblematiche del travaglio vissuto dalla sua generazione. La sua testimonianza appassionata e al contempo critica e coerente è espressa attraverso una scrittura tesa ed essenziale, che coinvolge i lettori al di là delle barriere ideologiche e politiche”.
Il Premio della Sezione “Giovani” - dedicato alla divulgazione storica - fu assegnato a Diego Librando, “che con il suo libro Il Jazz a Napoli dal dopoguerra agli anni Sessanta ha saputo ricostruire in modo originale e vivace una pagina di storia del Novecento restituendoci aspetti della vita musicale napoletana in un periodo di profonde trasformazioni sociali e culturali della sua città e del contesto italiano”.

Nella terza edizione (2007), il Premio alla Carriera fu assegnato a Enzo Bettiza, “che con la sua vasta opera di giornalista, saggista e narratore, ha efficacemente raccontato momenti drammatici della storia del Novecento… Descrittore acuto e critico di molte convulsioni del mondo balcanico e moscovita del secondo dopoguerra, ha saputo modulare la sua scrittura in toni ora pungenti ora più distesi, ma sempre accattivanti, nelle molte pagine di narrazione del presente”.
La Sezione “Giovani” vide come vincitori ex aequo a Damiano Beltrami e Giampiero Caldarella con le seguenti motivazioni. Damiano Beltrami ha meritato il premio “…per la sua capacità originale e mai retorica di descrivere Milano attraverso tre storie minime - un venditore di libri di quarta mano, gli emarginati detti "randa" della stazione Centrale e un quartiere destinato ai grattacieli- pubblicate su Ifg notizie mostrando doti di scrupoloso cronista con uno stile tagliente, ben ritmato e non scontato”. Gaimpiero Caldarella è stato premiato “per le puntigliose denunce dei problemi della sua città, Palermo, scritte con vivacità e  ironia. Uno stile stringato per raccontare fatti e luoghi del Sud e confrontarli in modo amaro e al tempo stesso spiritoso con quelli del Nord.  Da segnalare come attraverso piccoli particolari riesca a colpire il potere e gli stili mafiosi senza cadere in luoghi comuni”. 
Il Premio di scrittura Indro Montanelli 2009 è stato assegnato lo scorso 22 marzo 2010, alle ore 18, a Milano, nella Sala Montanelli della Fondazione Corriere della Sera, in via Solferino 26/A. I vincitori sono, per la sezione alla carriera, Sergio Zavoli e, per la sezione giovani, dedicata al tema  “Storie quotidiane del mondo delle migrazioni”,  Stefano Liberti. Le motivazioni addotte dalla giuria, formata da Marco Ballarini, Ferruccio de Bortoli, Paolo Mieli, Giovanni Sartori e Francesco Sabatini, sono le seguenti. Con la sua lunga e instancabile attività di giornalista di primissimo piano, dotato di una robusta capacità di scrittura e di pronta intelligenza nell’uso dei nuovi mezzi e modi di comunicazione, Sergio Zavoli ha seguito con la massima attenzione il corso della vita sociale, politica e culturale d’Italia e di altre parti d’Europa dalla rinascita postbellica al nostro presente. Ci ha fornito, con inchieste, documentari, libri, opere letterarie, ricostruzioni di rara efficacia, acute interpretazioni di fatti e personaggi, illuminanti elaborazioni storico-politiche, riflessioni esistenziali. Circondato da unanime stima per il grande equilibrio delle sue posizioni in molti frangenti della vita politica italiana, ha occupato ripetutamente posti di grandissima responsabilità nel mondo dell’informazione ed è tuttora figura esemplare in tale ambito.

 

Giovane giornalista che si è dedicato presto alla professione con rigore e impegno, Stefano Liberti si è messo alla prova affrontando un tema di primaria importanza nella vita sociale e culturale di oggi: i movimenti migratori dal continente africano verso l’Europa. Ha condotto per anni una serie di coraggiose indagini seguendo sulle piste dei deserti africani i migranti, dialogando con loro, scoprendo la loro umanità e socialità e intrecciando, nelle sue ricostruzioni, la nostra e la loro prospettiva di vita. Dai suoi resoconti giornalistici ha tratto il libro A sud di Lampedusa, in cui l’acuto spirito di ricerca e la sincera partecipazione a tante sofferenze trovano espressione in pagine avvincenti, ricche di toni e al tempo stesso di grande compostezza.

 
Il 2011 ha visto quindi vincitori : per Il Premio alla carriera Gian Antonio Stella.; per il Premio Giovani Danilo Chirico e Alessio Magro.
Gian Antonio Stella inviato ed editorialista del Corriere della Sera, è autore di numerosi articoli, saggi e libri di politica, cronaca e costume. Tra i titoli più fortunati ricordiamoLa casta (2007) scritto con Sergio Rizzo, che, con oltre 1.200.000 di copie vendute e ben 22 edizioni, è stato uno dei libri di maggior successo degli ultimi anni. Si è anche occupato dei problemi dell’emigrazione italiana all’estero con il libro L’Orda (2003). Nel 2005 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il maestro magro. Ha scritto anche articoli e saggi sul patrimonio storico e ambientale italiano, pubblicando recentemente Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia con Sergio Rizzo (2011). Danilo Chirico, nato a Reggio Calabria nel 1977, è coordinatore della redazione del nuovo Paese Sera - mensile e quotidiano web - ed è presidente dell’associazione antimafie da Sud. Autore e voce della trasmissione “Mammasantissima”, in onda su Radio Popolare Roma, collabora con giornali e riviste, tra cui “Il Manifesto” e “Repubblica.it”. Ha scritto opere dedicate ai problemi della Calabria, documentari per Rainews24 e Current tv e, dal 2005, è tra gli autori del Rapporto Ecomafia. Dal 2010 cura la collana Corsari incentrata sui nuovi modi di raccontare il Sud (Round Robin Editrice). Alessio Magro nato a Reggio Calabria nel 1977, ha collaborato con “il manifesto”, “Diario”, Narcomafie e ha realizzato il “Dossier Lazio – mafie&cicoria” pubblicato da Libera Informazione. È tra i fondatori e i redattori dell’archivio web multimediale Stopndrangheta.it.I due autori hanno pubblicato insieme alcuni volumi e, in particolare, nel 2010, il libro Dimenticati. Vittime della ‘ndrangheta. La storia e le storie delle donne e degli uomini assassinati dall’organizzazione criminale più segreta e potente del mondo, per il quale sono stati selezionati quali vincitori del Premio di scrittura Indro Montanelli 2011.

I vincitori del Premio di Scrittura Indro Montanelli 2013 sono: per il Premio alla carriera, Domenico Quirico e, per il Premio Giovani, Azzurra Meringolo. Una menzione speciale per Stefano Rotta.

Domenico Quirico, figura di spicco del giornalismo italiano, appartiene in particolare alla schiera degli inviati speciali, che hanno saputo parlare ai lettori trasmettendo anzitutto l’immagine della loro persona coinvolta nei fatti. L’esperienza recente, vissuta sfidando l’assurdo delle vicende siriane, e raccontata in pagine prodotte con invidiabile dominio della parola, ne ha fatto un’icona del giornalismo occidentale  .

Azzurra Meringolo, giovanissima cronista e scrittrice, si distingue per la volontà di dare ai lettori diretta testimonianza dei rivolgimenti profondi in corso nei Paesi magrebini e del Vicino Oriente, con una prosa che rispecchia la velocità delle comunicazioni che ormai non lanciano solo notizie, ma muovono i fatti: come accade particolarmente nella “blogosfera araba”.

Stefano Rotta,  Oggi ventottenne, ha esordito rappresentando con onore la ricchezza di spirito e di intelletto della provincia italiana. Già premiato per questa caratterizzazione mostra ora pienamente le sue capacità di scoprire nei più diversi incontri la molteplicità del reale, che ripropone al lettore con un linguaggio che ha i pregi della densità e rapidità e non ha bisogno di artifici.

Per l’edizione del 2015 i vincitori del Premio sono stati Massimo Fini per il Premio alla Carriera e Mirella Molinaro per il Premio Giovani. Menzione speciale a
Valentina Calzavara e Daniele Bellocchio

Massimo Fini. Nato nel 1943 ha iniziato la carriera giornalistica nel 1970 sull’ "Avanti" come cronista. E’ passato quindi all’ "Europeo" e nei primi anni ’80 è stato animatore di "Pagina", mensile di politica e cultura in cui si sono formati alcuni dei più noti giornalisti di oggi come Galli Della Loggia, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara e Pier Luigi Battista. E’ poi entrato nel "Giorno" come inviato ed editorialista. Come inviato ha viaggiato in Europa, Stati Uniti,
Unione Sovietica, Egitto, Israele, Libano, Giordania, nell’ Iran di Khomeini, Sudafrica. Nel 1992 lascia il ’Giorno’ per l’ "Indipendente". Attualmente lavora per il "Fatto Quotidiano" e dirige il mensile "La voce del Ribelle". Ha pubblicato anche numerosi libri.

Mirella Molinaro è nata 33 anni fa a Cosenza. Si è laureata nel 2005 in Scienze della comunicazione a Salerno. Giornalista professionista dal 2011, è iscritta all’ordine dei Giornalisti della Calabria. Attualmente è giornalista del sito web www.corrieredellacalabria.it, cronista di nera e giudiziaria e collaboratrice dell’agenzia di stampa "Il Velino Igv". Collabora saltuariamente con Panorama. Il premio le è stato assegnato per una serie di articoli sul lavoro giovanile pubblicati sul Corriere della Calabria.

Una menzione speciale è stata riservata ai giovani giornalisti Valentina Calzavara e Daniele Bellocchio


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