Il 10 marzo 1872 ricorre l’anniversario della morte di Giusppe Mazzini.
Patriota, politico, filosofo e giornalista, fu tra gli esponenti principali del patriottismo risorgimentale; il suo contributo e la sua politica condussero alla formazione dello Stato unitario italiano (1861).
Montanelli ben lo ritrasse in un articolo per il Corriere della Sera, di cui riportiamo qui un estratto.
“Una vocazione al funebre, forse, Mazzini l’aveva di suo. Ma a rivelargliela fu senza dubbio la lettura di <<Jacopo Ortis>> che per lui rappresentò un autentico trauma. Fu da allora – ed era appena adolescente – che prese a vestirsi a lutto, a prediligere i cipressi, a scegliere come mèta delle sue passeggiate i cimiteri, a parlar di suicidio, e a far di giorno notte. Non per nulla, quando arrivò esule a Londra, la sua prima visita fu alla tomba di Foscolo.
(…)
Nella vita pratica Mazzini non era del tutto sprovveduto: lo dimostra la relativa facilità, con cui, a riprova che il sangue non mente – e il suo era genovese - , riuscì sempre a trovare capitali per finanziare la sua propaganda, la sua organizzazione, le sue imprese.”

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