5 giugno

Compleanni: Garcia Lorca


  

“Di politico, non aveva più di quanto avesse di gitano, e cioè nulla. Non solo non aveva partito, ma nemmeno tendenze; e caso mai la sua origine di borghese benestante, le sue abitudini, l’aperta rivalità col comunista Alberti e il tradizionalismo implicito in tutta la sua opera, lo inclinavano piuttosto verso destra.”

Indro Montanelli, Senza saper il suo nome, i pastori recitano i suoi poemi. Il Corriere della Sera, 4 settembre 1951.

 

Il 5 giugno del 1898 nasceva in Spagna, Federico García Lorca (1898 –1936) poeta, drammaturgo e regista teatrale spagnolo.

Figura di spicco della cosiddetta “Generazione del 27” (gruppo che introdusse nella letteratura spagnola le avanguardie artistiche – come il simbolismo, il futurismo e il surrealismo), fu sostenitore dichiarato delle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola.

Catturato a Granada, dove si trovava in casa di amici, venne fucilato da uno squadrone delle forze nazionaliste. I suoi resti non sono mai stati trovati.

Indro Montanelli ne parlò in un articolo per il Corriere (1951), poi ripreso da Il Giornale nel 2014: ne riproduciamo un estratto.

“Egli non è Silone che, caduto il fascismo, non sa più a quale gancio appendere i suoi panni. I panni di Lorca stanno in piedi per conto loro, e il fatto che il suo nome, per suscitare risonanze in tutto il mondo, ci sia stato bisogno di aureolarlo di un alone politico che non ha, è segno soltanto della miseria dei tempi che attraversiamo. (…) Lorca è vivo come non mai. Non intendo fare allusione alle continue riedizioni delle sue opere e alla rappresentazione dei suoi drammi, e nemmeno agli articoli e ai saggi critici che ogni giornale o rivista iberica gli consacra; ma al fatto che non c’è spettacolo, non c’è balletto, non c’è, si può dire, cartellone pubblicitario, che di qualcosa di Lorca non s’inspiri e lo ricordi. In molti villaggi di Andalusia, i suoi poemi sono conosciuti a memoria da gente che ignora il nome del loro autore. (…)

Non vorrei dire un’eresia, ma a me Lorca sembra una specie di Walter Scott più grande, che ha fatto dell’Andalusia la sua Scozia.”


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