INDRO MONTANELLI, La spedizione di Carlo Pisacane, La Stanza di Montanelli – Il Corriere della Sera, 10/11/2000
Il 2 luglio del 1857 cessava di vivere Carlo Pisacane (1818-1857), rivoluzionario, patriota e militare italiano, di ideologia socialista libertaria e di orientamento federalista .
Prese parte in modo attivo all'esperienza della Repubblica Romana, collaborando con figure di spicco come Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Goffredo Mameli e Giuseppe Garibaldi. È ricordato soprattutto per aver guidato il fallito tentativo di insurrezione nel Regno delle Due Sicilie, iniziato con lo sbarco a Sapri e conclusosi tragicamente a Sanza, entrambe località della provincia di Salerno. Qui la rivolta fu repressa con violenza e lui stesso trovò la morte togliendosi la vita.
Indro Montanelli lo citò in alcuni suoi articoli; qui riportiamo un estratto da una ‘Stanza’ per il Corriere.
“Non era Garibaldi, non possedeva il carisma né l’esperienza guerrigliera maturata in Sud-America. (…)
Fu solo con ventiquattro inermi compagni che Pisacane s’imbarcò su un piroscafo di linea diretto a Cagliari. Le armi le trovarono lì, nella stiva, se ne servirono per imporre al capitano di puntare invece su Ponza, dove liberarono dalla prigione 300 detenuti fra cui quelli politici si contavano sulla punta delle dita; e questo fu l’esercito con cui Pisacane sperava d’impadronirsi di Napoli cacciandone i borboni.”
Sbarcato a Sapri, dove avrebbe dovuto essere raggiunto da altri congiurati – Nicotera e Fanelli – che non si presentarono, quell’esercito naturalmente si dissolse. Non furono gli sbirri, fu la popolazione che si mise a sparare su colui che aveva sperato di esserne accolto come il <<liberatore>>. Il quale, ferito, si uccise. Come del resto egli stesso aveva previsto nel testamento rilasciato alla giornalista inglese Jessie White, grande pasionaria del Risorgimento.”
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