Fondazione Montanelli Bassi
 
8 giugno

Ricorrenze: Arnoldo Mondadori


  “...Veniva dal nulla. Dopo le elementari, dovette guadagnarsi da vivere, e lo fece come garzone di un macellaio, nel paese natale, Ostiglia. Considerò una grande promozione la bancarella di libri che riuscì a comprare a spese dell’appetito. Eppure, guadagnava meno che dal macellaio, e soprattutto faticava infinitamente di più.”

 

INDRO MONTANELLI, ARNOLDO MONDADORI, Il Corriere della Sera, 9 giugno 1971
 

L’8 giugno del 1971 veniva a mancare Arnoldo Mondadori, (1889-1971) importante editore italiano e fondatore della casa editrice che porta il suo nome. Fratello di Bruno e padre di Alberto e Giorgio, proveniva da una famiglia modesta ma riuscì ad affermarsi come una delle figure più influenti dell’editoria italiana del Novecento. Grazie alle sue straordinarie capacità comunicative e persuasive, venne soprannominato Incantabiss, termine del dialetto mantovano che significa “incantatore di serpenti”.

Indro Montanelli in occasione della sua morte rilasciò un lungo articolo sul ‘Corriere’, descrivendo il personaggio.

“I clienti, il giovane Arnoldo, doveva andare a cercarseli trascinando il carretto di fiera in fiera, nei paesi del mantovano, dormendo dove capitava e subendo gli sbeffeggiamenti dei fattori e dei bovari.

Mondadori non ha mai avuto vergogna, come non l’aveva Rizzoli, di questo suo umile debutto….(…) più che a delle imprese o a dei colpi indovinati, la fortuna di Mondadori fu dovuta a quei doni impalpabili che si chiamano fiuto, intuito e soprattutto fascino.

La stesura di ogni contratto, che Mondadori doveva andare a stilare e firmare al Vittoriale, era preceduta, da negoziati molto più laboriosi di quelli dei bovari di Ostiglia perché di tutto si poteva parlare fuorchè di denaro.”


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