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20 luglio 2015

Un’accusa ingiusta e strumentale


Sulla rete alcuni siti rilanciano Indro Montanelli come pedofilo poiché nella guerra in Etiopia - correvano gli anni 1935-1936 - sposò una ragazza di 14 anni. Forse 12.

Niente di più strumentale e scorretto.

Montanelli infatti sposò sì la giovane Destà com’era usanza della popolazione locale, ma, per quanto oggi possa apparirci riprovevole, quel tipo di matrimonio era addirittura un contratto pubblico, sollecitato dal responsabile del battaglione eritreo guidato da Indro.

Si tratta di un episodio della sua vita, non imposto né attuato con violenza, che mai nascose.

In proposito ci limitiamo a riportare qualche riga tratta dalla sua Stanza del Corriere del 12 febbraio 2000:

“… Dopo la fine della guerra e delle operazioni di polizia, uno dei miei tre “bulukbasci” che stava per diventare “sciumbasci” in un altro reparto (si tratta di gradi militari delle truppe indigene), mi chiese il permesso di sposare Destà. Diedi loro la mia benedizione… Nel ‘52 chiesi e ottenni di poter tornare nell’Etiopia del Negus e la prima tappa, scendendo da Asmara verso il Sud, la feci a Saganeiti, patria di Destà e del mio vecchio bulukbasci, che mi accolsero come un padre. Avevano tre figli, di cui il primo si chiamava Indro. Donde la favola, di cui non sono mai più riuscito a liberarmi, che fosse figlio mio…”

Un ricordo che meglio di ogni altra considerazione spiega l’atteggiamento di Montanelli che, in relazione a questo episodio, non può essere certamente accusato di violenza o di razzismo.

Per chi volesse approfondire riproponiamo qui di seguito integralmente la Stanza del 12 febbraio 2000.




     

 
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