Fondazione Montanelli Bassi
 
29 aprile

Ricorrenze: l'imperatore Hirohito


 
Solo quando l’arroventato conflitto arrivò a un punto morto e gli occhi di tutti gli astanti si rivolsero a lui, anzi a Lui, Hirohito si alzo', trasse da uno scaffale una specie di incunabolo e lesse il brano di una poesia scritta da un suo antenato, che pressappoco diceva: <<Quando di notte alzo gli occhi al cielo per contemplare l’armonia del creato, mi chiedo perche' mai gli uomini vogliono turbarla con i loro conflitti>>.

INDRO MONTANELLI, Hirohito, l’imperatore <<al di sopra delle nuvole>>, la Stanza di Montanelli, Corriere della Sera, 5 maggio 2000.

Frase enormemente attuale quella pronunciata dall’imperatore Hirohito -di cui oggi ricorre l'anniversario  della nascita nel 1901-durante il gabinetto di guerra che decise la resa del Giappone. Era il 15 agosto del 1945.
Hirohito Showa, che visse fino al 1989, fu il 124º imperatore del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione e comandante del Giappone in guerra dal 1941 al 1945. Il suo nome personale era Hirohito e il suo titolo onorifico Principe Michi (Michi-no-miya).
Il suo regno ebbe inizio nel 1926 ma di fatto salì sul trono il 29 novembre 1921 come reggente di suo padre e si concluse con la sua morte nel 1989. Fu in assoluto il più lungo della storia del Giappone.

Montanelli scrisse di lui  in svariate occasioni; oggi riportiamo un passo di una delle sue Stanze riguardanti l’imperatore.

“Era la volontà di un sovrano che, stando al di là delle nuvole, non poteva immischiarsi in cose terrestri, né tantomeno assumerne la responsabilità; ma alla cui parola nessuno poteva assumersi quella di contravvenire. Perfino gli americani, piuttosto allergici a queste finezze, la capirono. E da allora d’incriminazione dell’imperatore più non si parlò: quale tribunale poteva convocare e tantomeno condannare un imputato che  << stava al di là delle nuvole >>?”


     






     

 
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