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Marzo 2010
A Sergio Zavoli e a Stefano Liberti il Premio di scrittura Indro Montanelli 2009Le motivazioni addotte dalla giuria, formata da Marco Ballarini, Ferruccio de Bortoli, Paolo Mieli, Giovanni Sartori e Francesco Sabatini, sono le seguenti.
Con la sua lunga e instancabile attività di giornalista di primissimo piano, dotato di una robusta capacità di scrittura e di pronta intelligenza nell’uso dei nuovi mezzi e modi di comunicazione, Sergio Zavoli ha seguito con la massima attenzione il corso della vita sociale, politica e culturale d’Italia e di altre parti d’Europa dalla rinascita postbellica al nostro presente. Ci ha fornito, con inchieste, documentari, libri, opere letterarie, ricostruzioni di rara efficacia, acute interpretazioni di fatti e personaggi, illuminanti elaborazioni storico-politiche, riflessioni esistenziali. Circondato da unanime stima per il grande equilibrio delle sue posizioni in molti frangenti della vita politica italiana, ha occupato ripetutamente posti di grandissima responsabilità nel mondo dell’informazione ed è tuttora figura esemplare in tale ambito.
Giovane giornalista che si è dedicato presto alla professione con rigore e impegno, Stefano Liberti si è messo alla prova affrontando un tema di primaria importanza nella vita sociale e culturale di oggi: i movimenti migratori dal continente africano verso l’Europa. Ha condotto per anni una serie di coraggiose indagini seguendo sulle piste dei deserti africani i migranti, dialogando con loro, scoprendo la loro umanità e socialità e intrecciando, nelle sue ricostruzioni, la nostra e la loro prospettiva di vita. Dai suoi resoconti giornalistici ha tratto il libro A sud di Lampedusa, in cui l’acuto spirito di ricerca e la sincera partecipazione a tante sofferenze trovano espressione in pagine avvincenti, ricche di toni e al tempo stesso di grande compostezza.
Note biografiche
Sergio Zavoli, che Indro Montanelli ha definito “il principe del giornalismo televisivo”, è una figura di primo piano della comunicazione d’autore. Con le sue inchieste e i suoi saggi, i suoi libri e i suoi articoli ha attraversato mezzo secolo di storia, di costume, di cronaca del nostro Paese; con i suoi programmi ci ha raccontato le “Origini della civiltà mediterranea”, la vigilia e la nascita della nuova Europa; con i suoi reportages ci ha fatto vivere le giornate più significative e drammatiche dell’invasione sovietica dell’Europa dell’Est, del Vietnam, dell’Algeria, della Somalia, del Congo, dell’India, dell’Argentina; con i suoi documentari, il Palazzo di Cnosso e la civiltà minoica, il mondo della “Clausura”, la provincia italiana; con i suoi “Incontri”, Schweitzer, Von Braun, Steinberg, Fellini; con le sue inchieste ha affrontato grandi temi come la nascita del fascismo, la giustizia, la scuola, il Sud, la scienza, l’etica, la religione, lo sport. Va ricordata la grande inchiesta sul terrorismo italiano degli anni ’70 e ’80, "La Notte della Repubblica", cinquanta ore di televisione conosciuta anche in vari Paesi del mondo. Dall’Enciclopedia Treccani e da altre fonti ricaviamo i passaggi essenziali della sua biografia: nato a Ravenna nel 1923 e cresciuto a Rimini, di cui è cittadino onorario, Sergio Zavoli è stato condirettore del Telegiornale al tempo in cui era unico, direttore del GR1, presidente della RAI, direttore del quotidiano «Il Mattino». Per la Radio ha vinto due Prix Italia, e molti altri premi per l’attività televisiva: «Nascita di una dittatura» (1972, Premio Saint-Vincent), «La notte della Repubblica» (1991, Premio Giornalista dell’anno), i tre cicli di «Viaggio intorno all’uomo» (1991, Premio Regia televisiva e Premio Critici cinematografici e televisivi), «Viaggio nel Sud» (1992, Premio Regia televisiva), «Nostra padrona televisione» (1994, Premio speciale della critica televisiva). Ha inoltre ottenuto, per la sua attività giornalistica, il Premio Alfio Russo, il Premio Guido Dorso e il Premio Hemingway. Il premio speciale della critica televisiva al Festival di Cannes gli è stato assegnato per "Processo alla tappa", la rubrica che innovò le cronache del ciclismo non solo in Italia. Tra i suoi libri ricordiamo: Viaggio intorno all’uomo (SEI, 1970 - Premio Campione), In nome del figlio (SEI, 1972 - Premio Selezione Estense), Nascita di una dittatura (SEI, 1973 - Premio Campione), Una favola per Valentina (Giunti, 1973 - Premio Andersen), I figli del labirinto (SEI 1974 - Premio Selezione Estense), A passo d’uomo (De Agostini, 1978), Tre volte vent’anni (SugarCo, 1978 - Premio Selezione Bancarella), Socialista di Dio (Mondadori 1981 - Premio Bancarella), Romanza (Mondadori, 1987 - Premio Basilicata e Premio dei Premi), Z come Zavoli (Mondadori, 1990), La notte della Repubblica (Nuova-Eri Mondadori, 1992), Di questo passo (Nuova Eri, 1993), I giorni della meraviglia (Marsilio, 1994), Viva l’Itaglia (Nuova Eri-Mondadori, 1995), il primo libro di poesie Un cauto guardare (Mondadori, 1995 - Premio Alfonso Gatto), Credere non credere (Rai-Eri Piemme, 1996), La trasparenza del mattino (Pironti, 1996), I volti della mente (Marsilio, 1997), Rimetti a noi i nostri dubbi (SEI, 1997), Ma quale giustizia (Rai-Eri Piemme, 1997 - Premio Boccaccio e Premio Selezione Bancarella), La lunga vita (Mondadori, 1998), C’era una volta la Prima Repubblica (Rai-Eri Mondadori, 1999), Dossier Cancro (Garzanti, 1999), la seconda silloge poetica In parole strette (Mondadori, 2000), Se Dio c’è, dialogo col teologo Piero Coda (Rai-Eri Mondadori, 2000), Diario di un cronista (Rai-Eri Mondadori, 2002), Il dolore inutile (Garzanti, 2000 e 2002), la terza raccolta di poesie L’orlo delle cose (Mondadori, 2004), La Questione (Mondadori 2007) e la quarta raccolta poetica La parte in ombra (Mondadori 2009). L’Università di Urbino gli ha conferito la laurea ad honorem in Lettere; l’Ateneo romano di Tor Vergata la laurea honoris causa in Giornalismo.
Collabora a vari quotidiani e riviste. E’ presidente dei premi "Dino Campana" per la poesia e "Boccaccio" per la letteratura.
Da tre legislature senatore della Repubblica, fa parte della "Commissione affari esteri, emigrazione" e di quella che sovrintende alla Biblioteca e all’Archivio storico di Palazzo Madama. Presiede la Commissione bicamerale per l’indirizzo e la vigilanza della RAI.
Stefano Liberti
Collabora attualmente con Il Manifesto. I suoi reportages sono usciti su varie testate italiane (Geo, L’Espresso, Ventiquattro) ed estere (El País semanal, Le Monde diplomatique). Nel 2004 ha pubblicato - insieme a Tiziana Barrucci - Lo Stivale meticcio. L’immigrazione in Italia oggi (Carocci). Collabora con il programma televisivo C’era una volta ed è tra i curatori di mwinda, sito di analisi geopolitica sull’Africa (www.mwinda.it). Un suo reportage è incluso nell’antologia Il corpo e il sangue d’Italia (minimum fax 2007). Liberti è uno dei giornalisti italiani più impegnati nel tentativo di comprendere il fenomeno dei movimenti migratori dall’Africa verso l’Europa, uno dei pochi che, grazie ad una conoscenza approfondita e, soprattutto, diretta del fenomeno, abbia tentato di cambiare punto di vista sulla questione. Le sue esperienze di reporter e di viaggiatore, durate cinque anni, sono abilmente trasferite nel libro “A Sud di Lampedusa”, con il quale ha vinto il Premio Montanelli 2009, che ha il pregio di riuscire a coniugare la realtà, e la conseguente asciuttezza da reportage, al punto di vista di un narratore, che osserva e racconta con passione storie dei migranti.
Premio di scrittura Indro Montanelli
Il bando per l’edizione 2009
La Fondazione Montanelli Bassi, con la collaborazione del Consiglio Regionale della Toscana e con il patrocinio del Comune di Fucecchio, ha istituito nel 2001 un premio di scrittura in lingua italiana per ricordare Indro Montanelli, giornalista, storico e narratore.
Il premio ha cadenza biennale ed è dedicato al giornalismo, alla divulgazione storica e alla memorialistica. Di volta in volta la giuria indica il genere prescelto o il tema di riferimento.
Ai fini dell’assegnazione del premio sarà data particolare importanza alla qualità e all’originalità della scrittura dei testi presi in esame.
La giuria per l’edizione 2009 è composta da 1) Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca; 2) Paolo Mieli in rappresentanza della Fondazione Corriere della Sera; 3)Monsignor Marco Ballarini per la Biblioteca Ambrosiana di Milano; 4) Giovanni Sartori, accademico dei Lincei (Classe Scienze Morali); 5) Ferruccio de Bortoli delegato dal presidente della Fondazione Montanelli Bassi.
Sono assegnati due ordini di premi:
a) Premio alla carriera per chi, avendo oltre 35 anni, abbia già acquisito larga notorietà nell’ambito del giornalismo.
b) Premio “Giovani” per chi, avviato alla professione giornalistica, abbia un’età inferiore a 35 anni.
Le candidature al premio “Giovani” possono essere presentate inviando alla segreteria della Fondazione Montanelli Bassi i testi proposti, secondo le modalità e i termini previsti dal bando. Il “Premio alla carriera” sarà assegnato autonomamente dalla giuria.
Per la quarta edizione del premio la giuria ha proposto, per la Sezione “Giovani” il seguente tema: “Storie quotidiane del mondo delle migrazioni”
I premi sono i seguenti
Premio alla carriera: targa in argento.
Premio Giovani: euro 7500. |
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