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17 maggio
Compleanni: Isabella D'Este" Bella era di certo e di straordinaria eleganza perché anche i veneziani, i francesi e i fiorentini, che non avevano ragione di adularla la chiamarono << lo specchio della moda >> e << la regina del gusto >>. Ma erano soprattutto i modi e la conversazione che la rendevano irresistibile." Indro Montanelli, I PROTAGONISTI, ISABELLA, Corriere della Sera, 24 agosto 1965 Il 17 maggio del 1474 nasceva a Ferrara Isabella D’Este. Nobile, mecenate e collezionista d’arte italiana reggente del marchesato di Mantova per quasi un anno durante l’assenza del marito Francesco II Gonzaga e per due anni durante la minorità del figlio Federico. Fu una delle donne più autorevoli del Rinascimento e della cultura del suo tempo. Fu mecenate delle arti e risaltò nel campo della moda, il cui innovativo stile di vestire venne copiato da numerose nobildonne. Il poeta Ludovico Ariosto la etichettò come “Isabella liberale e magnanima”, mentre Matteo Bandello la descrisse come “suprema tra le donne”. Niccolò da Correggio andò anche oltre, salutandola come “La prima donna del mondo”.
“Di doti Isabella aveva soprattutto quelle fisiche e intellettuali, perché di soldi ne portò pochi. Gli Este erano ricchi ma spendaccioni, e alla fine di ogni mese gli mancava sempre qualche lira per quadrare il bilancio. La borsa d’Isabella era quindi piuttosto sguarnita quando di lì a dieci anni arrivò, sposina sedicenne, a Mantova. Ma non ebbe bisogno di ricorrervi per sedurre tutti, dal suocero in giù. Tiziano la ritrasse slanciata e elastica come una mannequin moderna, con occhi neri e capelli biondissimi. (…) Sapeva di tutto: di latino, di greco, di filosofia; ma lo sapeva solo con chi ne sapeva altrettanto o di più; con gli ignoranti, fingeva di esserlo anche lei. (…) Sta di fatto che in quella società di corte in cui l’adulterio era la regola, Isabella rimase fedele a un marito che le dava il diritto di non esserlo, e senza che l’astinenza la rendesse acida o pedante. Le occasioni certamente non le sarebbero mancate perché aveva intorno a sé il meglio di tutto, della pittura, della poesia, della cultura, dell’intelligenza, della galanteria. Essa si compiaceva dell’adorazione che la circondava e sapeva corrispondervi con le frasi più adatte, coi gesti più indovinati, con lettere deliziose, con regalucci, che però si faceva ripagare con regaloni.” ©Copyright Eredi Montanelli |
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